Forza e coraggio, che la vita è di passaggio. *

Il silenzio di tanti pomeriggi

a casa da sola mi preme come

un coperchio1 che l’anima affloscia.

Vedo di fianco a me le sagome

della Speranza e dell’Angoscia2.

 

La Speranza, piccola e minuta

come i lillipuziani di fronte

a Gulliver3, l’ansia della caduta.

Chi sarò? Forse capirò mea sponte

che sta diventando una storia vera4.

 

È giunta l’ora, improvvisamente

di svegliarsi, ma consapevolmente

mi sciolgo come orologi5 di sera,

con la speranza che per l’effetto

dell’osmosi6 venga una raggiera7.

 

Chissà cosa serbano le sorelle8

che tramano mentre mi osservano

nella camera9 triste e ribelle?

 

Guardo una foto da fanciullina10.

Ricordo le mattine invernali,

ancora dormiente e piccolina,

nel letto, aspettando che la mamma

mi vesta con mani calde di fiamma.

 

Ma la tela si deve ingrandire

e io ora devo iniziare a

tessere la mia vita ed agire.

Redina Lamaj 4B

*Il titolo riprende le parole che mi ripeto, ironicamente, quando sono triste.

  1. Spleen, I fiori del male, Baudelaire: “Quando, come un coperchio, il cielo basso e greve schiaccia lanima che geme nel suo tedio infinito…”
  2. Spleen, I fiori del male, Baudelaire. Speranza è Angoscia sono delle personificazioni dei sentimenti, e sono immaginati simili alle rappresentazioni dell’angelo e del diavolo sulle spalle dei personaggio tipico dei cartoni animati.
  3. I viaggi di Gulliver, Jonathan Swift. Per delineare la differenza tra le due sagome.
  4. Con il nastro rosa, Lucio Battisti. Nella canzone il protagonista teme per il suo futuro con la futura sposa e canta: “Comunque adesso ho un po’ paura /Ora che quest’avventura /Sta diventando una storia vera/ Spero tanto tu sia sincera”. Nel mio caso si teme il futuro, ma da un punto di vista di realizzazione lavorativa e personale.
  5. La persistenza della memoria, Salvador Dalì. Gli orologi molli di Dalì trasmettono in maniera particolare le sembianze che prendono le persone nei momenti di sconforto, quasi come senza spina dorsale. Scrivo “di sera” poichè il pittore aveva dipinto il quadro una sera in cui non si sentiva molto bene; inoltre la sera, insieme alla notte, sono i momenti in cui si riflette sulle problematiche.
  6. Osmosi, fenomeno scientifico, traducibile anche come “aspettare la manna dal cielo”. 
  7. La Raggiera è una delle tante iconografie dello Spirito Santo.
  8. Le tre Parche presenti in numerosi testi classici.
  9. O cameretta che già fosti un porto, Canzoniere, Francesco Petrarca. “O cameretta che già fosti un porto/ a le gravi tempeste mie diürne,/ fonte seor di lagrime nocturne,/ che ’l dí celate per vergogna porto.” Considero la cambretta come un luogo colmo dai miei sentimenti.
  10. La poetica del fanciullino, Giovanni Pascoli. Rappresenta la spensieratezza, ormai persa, dei bambini.
  11. Dal verso 19 utilizzo la tecnica dell’ Ekpharasis, utilizzata nell’Iliade nel passo dello scudo di Achille, ma anche nel carme 64 di Catullo quando si descrivono attraverso la coperta del letto le vicende degli eroi.
  12. Complessivamente la poesia riprende la malinconia del Tempus-fugit delle Georgiche di Virgilio.

 

VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.16_1159]
Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia il tuo commento per primo

Rispondi

L'indirizzo email non sarà pubblicato.