Laboratorio Creativo.

Durante l’attività di PCTO al museo Maga di Gallarate c’è stato modo anche di proporre un laboratorio a disposizione delle persone venute il 30 ottobre ad assistere alla mostra relativa agli Impressionisti.

Il laboratorio è stato diviso in 4 esercizi per sviluppare la parte destra del cervello, quella più creativa e fantasiosa. Come sappiamo, il cervello umano è diviso in emisfero cerebrale destro ed emisfero cerebrale sinistro: questa distinzione è importante non solo dal punto di vista anatomico, ma anche e soprattutto da quello funzionale. L’emisfero cerebrale sinistro controlla i movimenti volontari della parte destra del corpo umano, la capacità di articolare un discorso e di produrre un testo scritto, la comprensione del linguaggio, il ragionamento logico, la capacità di calcolo ed il pensiero analitico. L’emisfero cerebrale destro, invece, controlla i movimenti volontari della parte sinistra del corpo, la capacità di identificare gli oggetti, l’orientamento spaziale, la creatività e l’immaginazione, la capacità di intuizione, l’intonazione e l’enfasi del linguaggio.

Nella nostra società siamo tenuti ad usufruire più frequentemente delle potenzialità dell’emisfero sinistro: anche nel corso della storia, infatti, la società occidentale ha esaltato il valore di razionalità e della logica, rendendola prioritaria. Si tende infatti ad attribuire più credibilità a tutto ciò che è scientifico, rigoroso e concreto, mentre si diffida di quel che è soggettivo, istintivo e creativo. Questo però ha portato a trascurare le funzioni dell’emisfero destro, fra cui la competenza emotiva, la quale svolge un ruolo fondamentale nell’esistenza, aiutando a coltivare un senso di pace ed equilibrio interiore e fungendo da guida nelle relazioni. Sarebbe dunque auspicabile che, nella vita di tutti i giorni, diventassimo più in grado di riappropriarci delle funzioni dell’emisfero destro, poiché permetterebbe maggiormente di entrare in contatto con se stessi ed è ciò che abbiamo voluto provare a fare attraverso il laboratorio.

Il primo esercizio “LIBERA LA MENTE!” consiste in alcuni scarabocchi “automatici” su un foglio in base alle proprie sensazioni ripercorrendo la giornata appena trascorsa, al fine di arrivare a completare l’esercizio rilassati. Durante questa attività è possibile che passino per la mente vari immagini o ricordi: bisognerebbe lasciarli tutti sul foglio, sempre attraverso scarabocchi. Se si arriva a fare linee circolari vuol dire che l’esercizio è stato svolto adeguatamente, in quanto i cerchi vengono spesso usati dai bambini durante l’infanzia, essendo le figure di una persona spensierata.

Il secondo esercizio “LINEE D’EMOZIONE!” consiste nel dividere il foglio in sei parti, disegnare in ogni sezione una linea che rappresenti le emozioni in questo ordine: linea arrabbiata-nervosa, linea serena-delicata, linea innamorata-sognante, linea coraggiosa-forte, linea triste-malinconica, linea felice-gioiosa. Per ogni linea prendersi del tempo per entrare nel mood adeguato del sentimento. L’obiettivo è riuscire a mettere “nero su bianco” le emozioni, evitando di scrivere pensieri come spesso siamo soliti fare, perché in tal caso ricorreremmo all’utilizzo dell’emisfero sinistro.

Il terzo esercizio “VIAGGIA CON LA FANTASIA!” consiste nel prendere un nuovo foglio e piegarlo a metà, nella prima parte bisogna raccontare una scena di un libro, fumetto, film o inventata usando soltanto delle linee (esempio: “due linee spezzate, ovvero due persone arrabbiate, partono da un punto comune e divergono, perché hanno litigato”). Nella seconda parte, invece, bisogna effettuare lo stesso lavoro, però questa volta a partire da un testo sconosciuto ascoltato per la prima volta, in modo da potersi immaginare la scena e vedere la creatività nel rappresentarla sempre usando delle linee.

Il quarto esercizio “PAESAGGIO CIECO!” consiste nel prendere un’opera d’arte, scegliere un particolare e continuarlo ad osservare; quando si è pronti, si pone la punta della matita sul foglio e si incomincia a disegnare senza guardare il foglio, ma tenendo gli occhi fissi sul particolare scelto, cercando di notare le piccole variazioni, i minimi segni, le più piccole curve. Nonostante la forte tentazione di guardare il foglio, bisogna resistere all’impulso. Questo esercizio si può ripetere anche due volte. L’attività è servita, nel caso specifico, per avere un approccio alla mostra che poi si sarebbe andata a visitare.

In conclusione, si sono raccolte le impressioni dei visitatori riguardo all’attività, che nel complesso è piaciuta, perché ha permesso alle persone di indagare sulle proprie emozioni e di rappresentarle, aspetto che molto spesso noi tutti tralasciamo, visti i ritmi incessanti della nostra società a cui siamo sottoposti, che ci lasciano poco tempo per indagare la nostra intimità sentimentale.

Alessandro Pastorella 5B

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