Il Paradosso di Dummett.

È bello pensare che, con lo sviluppo delle nuove tecnologie, diverrà possibile viaggiare nel tempo.

L’argomento potrebbe divenire fulcro principale del dibattito pubblico e, con esso, potremmo giungere a discutere quotidianamente di tutti i possibili problemi logici che i viaggi nel tempo comportano. In particolare, riguardo ipotetici viaggi nel passato esistono numerosi paradossi.

In Logica e in Matematica, prende il nome di “paradosso” un enunciato che si presenta in se stesso contraddittorio.

Ne esistono numerose tipologie. Il paradosso di Dummett (o della conoscenza), proposto dal filosofo Michael Dummett, è una variante di quello di coerenza (come, ad esempio, quello del nonno). Di tale problema teorico esistono diverse versioni, però Dummett proponeva il seguente esempio:

“Un critico d’arte torna indietro nel tempo per conoscere quello che diventerà il più famoso pittore del futuro. Il viaggio riesce, il critico incontra il pittore, che però è molto giovane e dipinge quadri molto mediocri, ben lontani dai capolavori che realizzerà nel futuro.

Il critico allora gli mostra le stampe, portate con sé nel viaggio, dei suoi futuri capolavori. Il pittore ne è talmente entusiasta che li copia.

Nel frattempo, il critico d’arte si reimbarca nella macchina del tempo per tornare alla sua epoca e lascia le copie nel passato.”

L’esempio potrebbe essere riproposto nella seguente forma:

“Immaginate di avere un viaggiatore nel tempo che ama Beethoven e che decide di viaggiare nel tempo per incontrare il suo eroe. Eppure, all’arrivo scopre che Beethoven non ha mai scritto la musica che il viaggiatore ama e mai lo farà. Il viaggiatore nel tempo, disperato, decide di copiare tutti i suoi brani preferiti di Beethoven. Il piano ha successo e diversi anni dopo il nostro viaggiatore può ascoltare il suo compositore preferito. Allora decide di andare a incontrarlo, ed eccoci di nuovo al punto di partenza.”

Le domande da porsi, quindi, sono: “Chi ha creato i dipinti?” e “Chi ha davvero scritto la Quinta sinfonia di Beethoven?”

Secondo alcuni noti scienziati come Stephen Hawking e Roger Penrose, se si tentasse di fare qualcosa in grado di mutare significativamente il passato, verrebbe impedito da una sorta di “censura cosmica”, della quale comunque, ovviamente, non possiamo ancora avere nessuna prova concreta.

In merito a tale ipotesi, una possibile soluzione alla “censura cosmica” era stata proposta da una teoria quantistica, elaborata nel 1956 da Hugh Everett III, che prende il nome di “teoria dei molti mondi” e che ci dice che ci sono tante copie del nostro mondo quante sono le possibili variazioni quantistiche delle particelle che lo compongono.

Ne risulterebbe, dunque, un numero altissimo di mondi (o dimensioni) paralleli.

Purtroppo, non è ancora possibile compiere l’impresa ed il paradosso, pertanto, rimane un divertimento logico che sarà maggiormente comprensibile solo quando riusciremo concretamente a tornare indietro nel tempo.

Carlo Magnoni e Fabio Pasquale 1A

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