Non si nomina Bruno!

– contiene anticipazioni su “Encanto” –Diretto da Byron Howard e Jared Bush, Encanto è il 60º classico Disney ed è un film soprattutto d’atmosfera, ambientato in Colombia. Segue gli stilemi della narrazione magico realistica (specialmente in linea con Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcìa Marquez), poiché gli elementi reali e quelli magici collidono perfettamente senza aver bisogno di una spiegazione.

La storia parte da un pretesto abbastanza interessante e attuale per quanto riguarda il cinema: i film che vendono di più ultimamente sono i cinecomic, quindi in questo film si cerca di decostruire la questione legata ai superpoteri. Infatti i protagonisti, la famiglia Madrigal, ricevono da un potere superiore, mai spiegato, delle capacità sovraumane per aiutare la loro comunità, dando una nuova vita agli abitanti. Dato che la protagonista, Mirabel, è l’unica senza un dono nella famiglia, ne seguiamo l’avventura, che avviene tutta all’interno delle mura domestiche (che hanno vita propria e la prendono sotto il nome di “Casita”), compiendo un viaggio più intimo e metaforico all’interno della società matriarcale costruita dalla nonna di Mirabel, Abuela (resa difettosa allo stesso modo di quella patriarcale). Anche in questo film Disney non si ha un villain definito, ma l’unica antagonista è la famiglia stessa, poiché ha generato tutti i suoi problemi. Il tema riguarda come spesso nelle famiglie, senza rendersene conto, finiscano per comportarsi malissimo gli uni con gli altri. Abuela, senza volerlo, costringe sia i figli sia i nipoti a rispettare certe pretese: per esempio, la sorella maggiore di Mirabel, Isabella, sembra vivere una vita perfetta, si sta per sposare con un uomo bellissimo e ricco che porterà onore alla famiglia, ma Abuela sta inconsapevolmente costringendo Isabella ad essere perfetta. La matriarca ha visto in lei la possibilità della figlia più bella, più felice e, quindi, lei deve sempre essere bella e felice, e non può fare altrimenti. Stessa situazione con l’altra sorella di Mirabel, Luisa, che è super-forte e la sua forza deve mostrarsi a disposizione di tutto il villaggio, che le chiede aiuto di continuo. Lei li aiuta perché non è un peso, però la gente si dimentica che Luisa ha delle fragilità e che viene messa costantemente sotto pressione, provocandole della vera e propria ansia da prestazione.

Invece Bruno, uno dei figli di Abuela, prevedeva il futuro ma, dopo aver fatto un’ultima profezia, che non rivela a nessuno, sparisce. Spesso nelle famiglie si cerca un colpevole: quante notizie si leggono di persone cacciate di casa e/o ostracizzate dai propri parenti per un qualsiasi motivo! Accade a Mirabel: nonostante i suoi parenti cerchino di non farle pesare la sua mancanza, finiscono per trattarla comunque in modo diverso, tutta la famiglia la tratta in maniera diversa, come se il valore di una persona si valutasse in base a quanto può fare per la famiglia, ma Mirabel non può fare come gli altri.

I poteri, all’interno del film, vengono donati grazie ad una candela magica che viene data ad Abuela 50 anni prima che inizi la storia. Questa candela non le viene data perché lei è bella, buona e brava, ma perché suo marito è morto per poter permettere alla famiglia di vivere e lei ha sacrificato la sua libertà, la sua vita, per crescere da sola 3 bambini ed è per questo gesto che riceve la possibilità di dare un potere incredibile ai figli.

Tuttavia, ad un certo punto la candela si spegne. Perché lei per 50 anni ha fatto sempre le stesse cose, senza rendersi conto che non vanno più bene ed è lei che sta facendo spegnere questa candela, in quanto è lei, indirettamente, a far separare lentamente la famiglia che cercherebbe disperatamente di tenere unita.

La protagonista, Mirabel, è un personaggio originale (è anche la prima protagonista ad avere degli occhiali in un film Disney) ed è l’unica ad interessarsi di come stanno gli altri: per esempio, con Luisa è l’unica che le chiede come sta ed è l’unica a starle accanto quando la sorella le rivela di avere delle insicurezze. E’ l’unica che dice ad Isabella di lasciarsi andare e di scegliere come essere, senza ascoltare la nonna o, ancora, quando al più piccolo deve essere donato un talento, la famiglia gli proietta moltissime frustrazioni addosso, il bambino se ne accorge e diventa molto più insicuro. Mentre, quando deve fare la sua sfilata prima di ottenere questo talento, lui chiede di stare con Mirabel, perché è l’unica che si preoccupa e che la ascolta.

Una famiglia come questa la vediamo tutti i giorni, perché quel modo di fare in cui si viene mortificati “per sbaglio”, trattati come se si fosse diversi, o non abbastanza, è purtroppo presente quasi in tutte le famiglie. Stiamo vivendo in un’epoca in cui la maggior parte dei problemi si trova all’interno della famiglia e dove il problema dell’unica ragazza che non ha un potere magico si proietta nell’unica che si è fatta un tatuaggio, nell’unica che è gay, nell’unica che magari non crede in Dio, o che vuole tingersi i capelli di un colore strano, o nell’unica che ha una disabilità, o in tutte quelle persone che hanno fatto delle piccole scelte che non andavano bene per la famiglia, o che si sono dovute accontentare di moltissimi compromessi all’interno dei quali si soffoca.

Michela Colombo 4D

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