A Tre Pianeti dal Sole.

Gli esseri umani sono soliti rivolgere copiosi ringraziamenti a chi permette loro di ottenere qualche vantaggio; sebbene si dimentichino troppo spesso di chi permette anche la più facile tra le azioni. È dunque particolarmente doveroso rendere omaggio all’oste di circa sette miliardi di cittadini, milioni e milioni di specie animali e ancora più specie viventi: la Terra.

In primis la si dovrebbe ringraziare per essersi parcheggiata ad una debita distanza dal gigantesco produttore di elio che governa il proprio Sistema, ma anche perché, per una coincidenza altrettanto fortunosa, i due magnificenti corpi celesti non sono neppure troppo lontani.

Bisognerebbe ostentare immensa gratitudine anche per quell’involucro d’aria, che molti chiamano atmosfera, costruito ad hoc per permettere la vita: contro le “offensive” radioattive del sole, avvolge il pianeta come uno straordinario scudo, composto da una miscela gassosa perfettamente respirabile e per nulla dannosa.

E come si potrebbero non menzionare tutte le ingenti risorse che la Terra trattiene, senza le quali l’uomo ed ogni altra creatura vivente non avrebbero potuto svilupparsi?

Inoltre la formazione di queste risorse è quasi completamente organizzata e controllata dal Pianeta stesso: ad esempio, attraverso il ciclo litogenetico viene governato il processo di formazione delle rocce in modo equilibrato e razionale, benché con l’effetto collaterale di qualche terremoto e di qualche eruzione vulcanica qua e là.

Nel diciannovesimo secolo un noto poeta recanatese scrisse a proposito della Natura delle terribili parole di rimprovero, tanto da paragonare la nostra gentile sostentatrice ad un oste maligno che ci lasciasse vivere in un tugurio e malmenare dai propri figliuoli. Eppure, non è forse vero che tutto ciò che è strettamente necessario alla vita è continuamente fornito dalla Terra? Con illimitata prodigalità continua a donare ab aeterno senza mai chiedere nulla in cambio e, nonostante ciò, molti pensatori irriconoscenti si permettono di criticarla.

Altri, invece, hanno notato le straordinarie qualità del nostro Pianeta e, ad esempio, l’artista Andy Warhol lo definì “La più bella opera d’arte che si possa desiderare”. Come i visitatori di un museo si trattengono facilmente dalla devastazione delle opere esposte, allo stesso modo gli spettatori di questa unica e inimitabile opera dovrebbero riflettere su ciò che si sta perdendo a causa dei loro sconsiderati interventi nel corso degli ultimi due secoli.

Luca Sanna 5B

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