Afghanistan oggi.

Dati grezzi in un Paese in disequilibrio.

Qualche giorno fa, l’11 febbraio, tramite un post su Twitter, l’Alto Commissariato delle Nazione Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha comunicato l’arresto di due giornalisti collaboratori della stessa agenzia. L’accusa da parte dei Talebani, che hanno preso il potere lo scorso anno, è quella di lavorare con dei Servizi Segreti occidentali.
Prima dell’arresto dei due operatori umanitari insieme ad altre sette persone, il 9 febbraio era scattato l’allarme per quattro attiviste per il diritto delle donne, delle quali ancora non si hanno più notizie.

Il 22 gennaio a Herat, città situata all’ovest dell’Afghanistan, c’è stato un attentato che ha causato la morte di sette persone. Dodici giorni prima, il 10 gennaio, in una provincia orientale, un attentato davanti ad una scuola ha causato la morte di nove bambini.

Questi solo alcuni dati grezzi, a dimostrazione del fatto che, da quando, il 30 agosto 2021, gli ultimi soldati americani hanno lasciato il paese dopo vent’anni di guerra, la situazione è tutt’altro che migliorata.
Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, il presidente George W. Bush ha deciso di attaccare i talebani in Afghanistan, occupando il paese. Ma nel 2020, con l’accordo di DOHA, viene deciso il ritiro di tutte truppe; il potere quindi ritorna in mano ai talebani. Da allora molti operatori umanitari e molti giornalisti sono stati arrestati ed espulsi dal Paese.
Anche se i Talebani avevano promesso una politica democratica autorevole, si sono rilevati tutto l’opposto, decisamente autocratici e per nulla cambiati rispetto al ventennio appena scaduto. Di conseguenza, il loro Paese è ritornato ad avere gravi problemi interni.
Le donne sono sempre più emarginate: se negli anni scorsi erano riuscite ad ottenere più possibilità nella società, con l’avvento dei Talebani, sono tornate ad essere poco considerate, non possono studiare, non possono lavorare liberamente e, per questo, ci sono state tante manifestazioni di protesta che i Talebani hanno ostacolato con violenza.
La povertà è molto diffusa, perché la crisi in Afghanistan ha prodotto 700 mila sfollati, di cui il 60% bambini. Sono oltre 24 milioni le persone bisognose di aiuti umanitari, quasi la metà della popolazione. Infine, 4 milioni di bambini non vanno a scuola e molti muoiono di fame.
Gli attentati si moltiplicano, causando decine di morti quasi ogni giorno.

E le lodevoli Democrazie Occidentali dove sono finite? In quale ottuso angolo del mondo hanno scelto di abbandonare la popolazione che avevano illuso di sostenere? Perché fingono di non vedere?

Francesco Genzano 1F

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