The Last of Us: la colonna sonora perfetta di Naughty Dog.

Un capolavoro non solo sul piano video-ludico: persino musicale.

Nonostante siano trascorsi diversi anni dall’uscita del primo titolo (2013), la colonna sonora di The Last of Us continua a scuotere gli animi dei fan. In particolare, la traccia principale dall’omonimo titolo, che costituisce la melodia portante di tutta l’opera. La bravura di Santaolalla non risiede tanto nel comporre un brano complicato o innovativo, ma nel produrre un risultato che rappresenti perfettamente il gioco in questione. Anche nella sua semplicità, infatti, la musica rispecchia appieno l’ambiente di The Last of Us: un mondo distopico, devastato da un virus letale, in cui la natura prende il sopravvento sulla civilizzazione e l’unico scopo nella vita degli uomini è quello di sopravvivere, con tutti i mezzi a propria disposizione.

La scelta di usare il ronroco (strumento a corde boliviano), piuttosto che una semplice chitarra, è dovuta alla risonanza delle corde, che ricordano il timbro brillante e delicato del mandolino, ma con una durata maggiore. Ciò si traduce in un suono profondo e tagliente: ogni singola corda pizzicata da Santaolalla è una pugnalata al cuore, soprattutto per chi conosce la storia di Joel ed Ellie.

La melodia, angosciosa e in parte drammatica, lascia trasparire nelle sue note più acute la speranza, il desiderio di sopravvivere e forse, un giorno, tornare alla normalità. Si tratta, tuttavia, di un motivo chiuso, che si ripete in modo ciclico poiché, come nella storia di The Last of Us il virus non viene mai debellato e la vita è monotona, fatta di pattuglie, fuga dai mostri*, sparatorie, ricerca di risorse negli edifici abbandonati. L’accompagnamento è piuttosto scarno e cresce nel corso del brano; tende a marcare il ritmo della melodia, sottolineando il senso di corsa alla sopravvivenza e l’esigenza di non fermarsi e non perdere la concentrazione, se non si vuole essere trasformati in zombie.

Alcune critiche mosse nei confronti della colonna sonora del videogioco la definiscono “troppo semplice”; eppure, è proprio nella semplicità della composizione che risiede l’immensa bravura di Santaolalla. Una melodia cruda e diretta, spoglia di ogni complessità strumentale da orchestra e ben arrangiata con un accompagnamento sottile, che rispecchia perfettamente il prodotto a cui è destinata, ed è proprio in questo che giace la maestria di un compositore di colonne sonore.

Edoardo Ramella 4G

*chi viene contagiato dal virus cordyceps si trasforma gradualmente in una creatura mostruosa, che cercherà di contagiare altri uomini mordendoli.

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