Smart Cities: il futuro dell’umanità.

Oggi il cambiamento climatico è un aspetto fondamentale per il futuro dell’uomo. I gas serra continuano ad accumularsi nell’atmosfera causando il riscaldamento globale e nelle città lo smog sta diventando insopportabile. Si cercano continuamente soluzioni per salvare il nostro pianeta e la costruzione di smart cities darà un grande contributo a questa causa.

Si definiscono smart cities quelle città in cui le nuove tecnologie vengono ampiamente utilizzate per migliorare la qualità della vita dei cittadini e per rendere ecosostenibili le loro attività. Trasformare, però, le attuali città rendendole smart non basterà per garantire un futuro migliore; infatti, secondo le stime dell’ONU, entro il 2050 i due terzi della popolazione mondiale vivrà nelle città e le attuali aree urbane non saranno sufficienti per accogliere tutte queste persone. Per questo motivo vengono progettate nuove smart cities da costruire in futuro per creare nuove aree abitative. Ecco i principali progetti.

 

Telosa sarà una città che sorgerà in uno dei deserti statunitensi. È stata pensata dal miliardario Marc Lore come una città aperta, inclusiva e fondata sull’equità. Telosa punta ad avere una superficie di 120 km² e una popolazione di 1 000 000 di abitanti entro il 2040, per poi espandersi fino a 150 km² e ospitare 5 000 000 di persone entro il 2050. Nell’area saranno presenti molte zone naturali, con piante e animali autoctoni, corsi e bacini d’acqua; al centro della città, in mezzo a un parco rigoglioso, svetterà la Equitism tower, che sarà il punto principale. Nonostante la posizione nel deserto, Telosa non avrà problemi riguardanti l’approvvigionamento d’acqua grazie ad innovativi sistemi idrici e al riutilizzo dell’elemento liquido, in modo da minimizzare gli sprechi. La città utilizzerà energia pulita e avrà un basso impatto ambientale.

 

Tutera City sarà un’affascinante città progettata dall’associazione Cube Consultant e ispirata all’antico splendore della civiltà egizia; infatti, è stata pensata prendendo come riferimento la Piramide di Cheope a Giza. Nella città sorgerà una moderna piramide bianca con una superficie di base di 1 km² e un’altezza di 650 m, che conterrà aree turistiche, come hotel e ristoranti, aree residenziali e, al centro, un osservatorio astronomico. La città si affaccerà sul Golfo di Suez, ricoprirà un’area di 100 km² ed ospiterà un porto, un’area di desalinizzazione, un campo ricoperto di pannelli solari e una base per lanci e atterraggi di veicoli spaziali.

 

In Messico verrà fondata una “città foresta” progettata dall’architetto italiano Stefano Boeri: Smart Forest City Cancun. In questa città, che si estenderà su una superficie di 5,57 km², la natura selvaggia del Messico si fonderà con l’area urbana e la superficie ricoperta dal verde equivarrà a quella costruita, portando a una coesistenza equilibrata tra uomo e natura. Infatti questa città foresta conterrà vasti parchi, le pareti e i tetti delle costruzioni saranno ricoperti da piante e la vegetazione sarà presente in ogni area di Smart Forest City Cancun. La città sarà autosufficiente grazie ad un anello di pannelli solari che la circonderanno e ad un efficiente sistema di desalinizzazione e di diffusione dell’acqua. Inoltre, gli spostamenti interni non avverranno tramite veicoli a combustione, ma tramite veicoli elettrici e semiautomatici.

 

Oxagon è progettata dall’agenzia NEOM, il cui presidente è Mohammed bin Salman, il principe dell’Arabia Saudita. Sarà situata sulla costa nord-orientale del Mar Rosso, vicino al canale di Suez. La città avrà la forma di un ottagono regolare con una lunghezza di 7 Km e si svilupperà prevalentemente sul mare, per occupare la minor porzione possibile di terreno. Questa forma, che ricorda molto quella di Castel del Monte in Puglia, serve a rendere il più compatta possibile la città e ridurre, così, i grandi spostamenti. Oxagon sfrutterà fonti di energia ecosostenibile e fungerà anche da porto. È previsto che verrà abitata già dal 2024.

 

Oltre a Oxagon, NEOM ha progettato anche un’altra città: The Line. Sarà una linea lunga 170 Km che, partendo dal Mar Rosso, attraverserà quattro differenti ecosistemi dell’Arabia Saudita: la costa, il deserto costiero, le montagne e le valli. Sarà completamente alimentata da energia ecosostenibile, sarà integrata con la natura circostante e avrà un basso impatto ambientale. All’interno della città gli spostamenti avverranno prevalentemente a piedi e non ci saranno né strade né macchine; infatti, ogni servizio sarà raggiungibile, percorrendo dei percorsi pedonali, in meno di cinque minuti. Inoltre, mezzi di trasporto elettrici ad alta velocità permetteranno il raggiungimento di qualunque parte della città in meno di venti minuti. The Line sarà facilmente raggiungibile da Oxagon, con il quale contribuirà a creare il grande centro di NEOM nel nord-ovest dell’Arabia Saudita.

 

Nello Stato di El Salvador verrà fondata una città completamente dedicata ai bitcoin. El Salvador ha adottato il bitcoin come valuta legale nel 2021 e il presidente Nayib Bukele, non curandosi delle vere necessità del suo Paese, ha annunciato la futura fondazione di Bitcoin City, la “città dei bitcoin”. Il progetto è molto incerto vista l’attuale situazione economica di El Salvador, perciò ci sono poche informazioni sulla città. Si sa che sorgerà sul Golfo di Fonseca, nella costa orientale del Paese, e che ricaverà l’energia da un vulcano vicino. L’energia geotermica sarà poi utilizzata per garantire i servizi e per permettere il mining di bitcoin all’interno della città. Bitcoin City attirerà molti bitcoiner perché, secondo le promesse fatte da Bukele, sarà una città priva di tasse, a parte l’IVA.

 

Dato che in futuro le Maldive saranno minacciate dall’innalzamento dei mari, è nata l’idea di costruire Maldives Floating City, la prima città galleggiante al mondo. Infatti, Mohamed Nasheed, ex presidente del Paese, ha dichiarato: “Nelle Maldive non possiamo fermare le onde, ma possiamo risalire con esse.” E’ su questo presupposto che si basa il progetto. Maldives Floating City si troverà vicino alla capitale del Paese, Malé, in una laguna, che costituirà un’ulteriore difesa dalle onde. Sarà formata da moduli esagonali connessi tra loro e che ricorderanno la forma di un corallo. Le sue abitazioni si ispireranno alle costruzioni tipiche delle Maldive, ma saranno realizzate con materiali più ecosostenibili ed avranno il minor impatto possibile sull’ambiente circostante: saranno presenti ampi spazi tra le case, in modo che la luce solare possa raggiungere il fondale marino. Il governo delle Maldive ha annunciato che la città verrà completata entro settembre 2022 e che i prezzi delle case saranno bassi, per essere accessibili alle famiglie locali, che vivono di pesca e per cui questa città rappresenterà la possibilità di poter continuare a vivere nel posto che chiamano casa sfidando il cambiamento climatico.

 

Come si può notare, le principali smart cities annunciate ad oggi sono state progettate per scopi diversi, presentano molte differenze tra di loro e si trovano in parti diverse del mondo, ma tutte hanno in comune un particolare: rappresentano il progresso tecnologico dell’umanità e, soprattutto, il nostro futuro.

 

Federico Fabbris 1C

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