Halo di Beyoncé: Una canzone che ti cambia l’anima.

Esperimento n°8 di traduzione a parole di un brano musicale

L’attacco iniziale del suono sembra ricreare una voce angelica con un tono malinconico, grazie all’utilizzo degli archi. Dopo pochi secondi, vengono subito introdotte le percussioni, che rendono il ritmo martellante e ripetitivo, prima che inizi la parte cantata e, in contemporanea, si aggiungono anche dei battiti di mani, che vanno a costituire il metronomo, scandendo il tempo dei suoni. Questo spiccato ritmo cadenzato è reso più armonioso dall’accompagnamento del pianoforte, che, se ascoltato insieme alla voce della cantante, fa in modo che la melodia trasporti chi la sta ascoltando in uno stato di rilassamento dei sensi, unito alla trasmissione di forza ed energia dovuta alle percussioni.

La voce sale molto in alto, producendo degli acuti che penetrano nell’anima di chi sta ascoltando, tanto da non sembrare più una voce, ma uno strumento. La canzone ci parla di come siano grandi le mura costruite attorno a noi e, solo quando riusciremo a distruggerle completamente, guarderemo le persone che amiamo e riusciremo a vedere e percepire la loro “aureola”: in tal senso, la tensione musicale cresce gradualmente, portando l’ascoltatore a eliminare questi muri. Fino ad arrivare alla fine, quando, grazie al suono coordinato di tutti gli strumenti musicali, vengono distrutte queste pareti, permettendo a ciascuno di guardare l’anima con occhi diversi, non più umani, ma quasi paradisiaci.

Questo finale, inoltre, porta l’ascoltatore a voler sentire nuovamente la canzone, poiché l’inizio era proprio descritto da un suono angelico e celestiale.

Beatrice Magugliani 4G

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