L’Estate di Vivaldi.

Esperimento n°13 di traduzione a parole di un brano musicale

Strofina vigoroso e veloce, il tempo fugace, rincorre e altrettanto si ferma. Come l’attimo senza peso del corpo, che sale e che, in quello successivo, rassegnato, ripercorre la sua traiettoria. E, dopo due rivoluzioni, la sinusoide inizia il suo viaggio, prima suonando tutte le volte che cade, poi risuona tutte le salite mancate.

Ora è ansiosa, non è più morbida, è isterica e di frequenza alterata. Non la si riconosce, perché ha perso la sua proprietà e non è più quella che era. Si aizza, è esponenziale, è una parabola!

Come foglie di papiro nelle mani di un artigiano, ora si sfilaccia in due che, a segni opposti, danzano solitarie. Lo spettacolo dura fino a che non si odono altre voci: la sinfonia ora è al completo.

Si intrecciano e respirano, come la spirale che detta la vita. Come detta la stagione, la melodia matura prendendo il suo tempo, finché la malattia fatale pian piano la logora, non è più viva, ma in balia della caduta dell’esistenza. In un disperato tentativo di tornare ai vecchi tempi, pian piano, il fallimento la uccide. De mortuis nihil nisi bonum.

Riccardo Scaburri 4G

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