Porz Gonet di Yann Tiersen.

Esperimento n°15 di traduzione a parole di un brano musicale

Il brano inizia con la ripetizione di due suoni alternati a mo’ di valzer; quindi con un tempo ternario, come a suggerire un’indecisione, quasi a dire: “vado o non vado?”.

L’immagine che si crea nella testa rappresenta una figura anonima che prova paura. È spaventata dal mondo che la circonda e non sa se lasciare andare le invisibili catene che la trattengono dalla piena conoscenza della vita, oppure se rimanere nella sua piccola realtà.

Poi, inizia la melodia: delicata, eterea, quasi timida. La figura continua a pensare, ma non sa ancora cosa fare. Ed ecco che inizia a correre, le note scorrono, veloci come le sue gambe.

La melodia rallenta leggermente, i suoni sono più acuti e meno decisi e la figura osserva ciò che la circonda. Poi, iniziano a risuonare note dalla tonalità più grave, più tenebrosa, come ad indicare che la piccola figura si è imbattuta in qualche ostacolo, difficoltà, precipizio.

Successivamente, la melodia ricomincia, uguale all’inizio, e termina delicatamente, come se la figura si fosse seduta, la testa appoggiata sulle ginocchia, orgogliosa di aver fronteggiato i propri piccoli, grandi timori, che tutti noi proviamo almeno una volta nella vita.

Chiara Gritti 4G

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