Senso di Responsabilità e Tentazioni di uno Studente Contemporaneo.

Per gli studenti la distrazione comporta un forte problema nello studio, specialmente in una generazione in cui può essere stimolata maggiormente rispetto al passato. Sta a loro riuscire a mantenere la concentrazione, per uno studio completo e responsabile. La responsabilità dello studente consiste, dunque, nel dare il giusto peso alla scuola, sapendo rispondere delle proprie azioni, sapendone spiegare le ragioni e accettandone le conseguenze. È la dote di sapersi comportare in modo serio e coscienzioso, cercando di evitare di provocare danni. È la capacità di comportarsi in modo congruente con gli impegni assunti, sottintendendo l’accettazione di ogni conseguenza.

Questa, però, è la definizione che troviamo in tutti i dizionari. Per capire veramente il significato di responsabilità, ciascuno studente dovrebbe chiedersi che cosa la società, i genitori e l’io si aspettano. Quali sono i doveri e i compiti per i quali ci si dovrebbe assumere un ruolo responsabile? Quali sono le azioni che, in quanto ragazzo fino a quasi 19 anni, si debbano compiere e per le quali ci si debba impegnare in modo consapevole e maturo? Come si può riuscire a dimostrare al mondo attorno a sé di essere responsabile e pronto per il ruolo che si sta avendo all’interno del contesto scolastico e familiare come Studente?

Sono domande difficili. Perché da un lato noi ragazzi ci sentiamo ancora spesso protetti da un’isola felice legata al contesto scuola-famiglia, in cui spesso sono altre persone che ci aiutano ed indirizzano nelle scelte. I nostri genitori istintivamente si prendono sempre cura di noi, a prescindere dall’età, ma si arriva ad un momento in cui noi ragazzi sentiamo il bisogno di staccarci da questo contesto, per iniziare a prendere le nostre decisioni e, quindi, ad assumere responsabilità, al fine di cercare di crescere e maturare diventando adulti. Non è solo la crescita anagrafica che può permetterci questa acquisizione di responsabilità e autonomia, ma anche riuscire a dimostrare a chi ci sta attorno che le scelte che facciamo stanno diventando sempre più consapevoli e motivate. Il supporto e la fiducia delle persone vicine a noi può aiutarci a sentirci più capaci e darci maggiore sicurezza e voglia di riuscire autonomamente. Solo affrontando da soli i nostri compiti, sbagliando e risbagliando, impareremo a trovare la via corretta, ma i nostri genitori devono capire che possono supportarci per intervenire solo in caso di difficoltà: non sostituirsi a noi. Le strategie che potremmo decidere di attuare potranno essere diverse o non apprezzate, ma saranno le nostre e ci serviranno per accrescere la nostra consapevolezza e la ricerca di responsabilità in modo autonomo.

La scuola, l’impegno a casa, l’essere di aiuto, avere empatia all’interno del contesto familiare e sociale, essere altruista, lasciare da parte il puro egoismo… questi sono alcuni esempi di come potremmo essere valutati dal mondo adulto, ai quali aggiungere ciò che per noi sembra importantissimo in questa fase: il nostro inserimento sociale con i nostri pari.

Il periodo che stiamo vivendo e che si “consoliderà” poco prima dei 30 anni, è caratterizzato da numerosi cambiamenti in diversi ambiti. Spesso la categoria adolescenziale viene descritta come una banda di “lunatici”, agitati, accelerati, con comportamenti bizzarri, apparentemente inadeguati, rischiosi e che si lasciano trascinare dal gruppo dei coetanei.

Da un lato c’è un io che sta crescendo per diventare adulto, che starebbe imparando a consapevolizzarsi e a prendere le proprie decisioni. Ma non sempre è facile. La volontà è riuscire a rimanere concentrati sui doveri e sulle responsabilità. Come si fa ad imparare a dire di no, quando gli amici chiamano e si dovrebbe, invece, restare concentrati sullo studio?

Imparare a dire di no agli impegni “non fondamentali”, alle distrazioni quotidiane, significherebbe trovare lo spazio di cui si ha bisogno per concentrarsi sulla scuola.

Imparare a dire di no alle frequenti tentazioni può aiutare a raggiungere più facilmente gli obiettivi. Ma, come tutte le cose, anche in questo ambito servono volontà, impegno e forza per esercitarsi ad imparare, anche a dire no.

Nella Divina Commedia “la retta via era smarrita”. Quanto è difficile seguirla per mantenere gli impegni quando il mondo attorno ti chiama usando tutti gli strumenti possibili?

“Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli” Ogni tanto ci si pensa, ma la forza non tutti ce l’hanno. Non si dice di farsi legare alla sedia come Alfieri, ma ogni tanto molti di noi dovrebbero imparare a essere più motivati. Non fare le cose all’ultimo minuto. Non aspettare fino al giorno prima. Riuscire a programmarsi.

Quante volte abbiamo provato a farci una specie di “vademecum” per programmare meglio gli impegni e cercare di non arrivare a passare nottate sui libri, perché il weekend, invece di studiare, si è stati in giro tutto il tempo, o si sono perse le ore davanti al cellulare!

Piccoli passi… si devono imparare le cose per piccoli passi. Sembra una grande sfida, ma forse piccoli cambiamenti potrebbero essere la strada giusta per portarci a risultati di impatto significativo.

Tentazioni e pressioni da parte dei compagni vanno a braccetto con le tentazioni insite in ciascuno e, così, si instaura un circolo vizioso. Non si sta parlando di cattive compagnie, ma semplicemente di difficoltà generale tra molti di noi a perseguire in modo costante i propri impegni. Le pressioni che provengono da diverse forme di intrattenimento alimentano sensazioni di svogliatezza o non impegno che non sono produttive.

Alla fine, in alcuni ambiti si tende a “galleggiare”, non ad eccellere.

Perché è molto più facile fare così. La voglia di essere accettati e apprezzati dai coetanei fa sì che tutti i buoni propositi svaniscano in un cassetto e, se si deve uscire, si scatta come soldatini di piombo: subito pronti ad andare con loro per riuscire a trovare la loro approvazione e ridere a crepapelle.

Dire di no e restare concentrati sui compiti quanto sarebbe più difficile? Ma il giudizio degli altri è veramente così importante, o si dovrebbe anche imparare a valorizzare di più se stessi e a chiedersi davvero quali siano le cose importanti, per non lasciare che le pressioni esterne, dei molti amici, del mondo social, del proprio essere svogliato, possano infrangere i famosi princìpi piantati nel cassetto?

Un importante traguardo è di essere sempre convinti di quello in cui si crede e, se si imparerà a rimanere fedele a questo senza cedere alle tentazioni, gli altri avranno più rispetto per uno così e si sarà comunque accettati.

Bisognerebbe dirsi: “io devo imparare ad essere al comando quando mi trovo di fronte a una tentazione. Devo essere determinato e avere il coraggio di difendere le mie scelte. Non devo farmi condizionare da quello che fanno gli altri.”

Certo, però, farlo è un’altra storia.

Federico Madia 5B

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