Cos’è Realmente la Responsabilità.

Quando si parla di responsabilità, subito si pensa alla capacità di prendere decisioni importanti, o a saper capire quando e come ci si deve comportare in modo consono rispetto al contesto in cui si è immersi. Scolasticamente si penserebbe a un lavoro di educazione personale, per regolare il nostro carattere indirizzandolo verso un metodo di apprendimento e dedizione allo studio più adeguato. Ma è molto di più.

Uno studente si trova davanti un bivio, una scelta da prendere: non può vivere appieno i mondi sociale e scolastico contemporaneamente perché, se vuole dare attenzione ad uno, inevitabilmente trascurerà l’altro. Concentrarsi sulla scuola e sullo studio richiede molto tempo dedicato alla medesima attività ed anche le adeguate condizioni fisiche e mentali per affrontare i compiti a noi affidati. Si esclude, dunque, un qualsiasi pretesto o mezzo per evadere e sfogarsi esternamente rispetto alla solita vita studentesca, poiché scombussolerebbe noi stessi, rendendoci incapaci di affrontare nuovamente in modo produttivo la nostra quotidianità durante la settimana.

Essere responsabili significa saper scegliere la via più giusta per noi e per il nostro obiettivo iniziale, in questo caso finire gli studi, per poi passare a quello successivo, avanzare di livello e trovarsi davanti a nuove scelte. Tutto questo, però, sembra facile a parole. Un adulto medio è solito pensare che uno studente, dal momento che è inserito all’interno della scuola, non deve far altro che studiare per finire il suo percorso. Niente di troppo complicato: basta applicarsi e tutto viene da sé. Di conseguenza, se uno studente non ottiene risultati accettabili, allora il primo pensiero è che non studi e non si impegni in quello che gli è stato richiesto.

All’interno di una mente adolescente c’è, invece, molta più confusione di quanto sembra, perché, se da un lato si vuole andare bene a scuola e far felici i nostri genitori e in primis noi stessi, dall’altro ci troviamo davanti alle tentazioni giovanili, le quali non sono le classiche tentazioni a cui normalmente chiunque, adulto o adolescente, potrebbe pensare, ma si tratta del vero e proprio bisogno di vivere, relazionarsi, conoscere, fare e scoprire. È difficile per un ragazzo trovare la motivazione di restare in casa seduto in una stanza davanti ai propri appunti e compiti, ogni giorno, ogni pomeriggio, sapendo che fuori potrebbe vivere emozioni ed esperienze che, per quanto sembrino semplici, in realtà riescono a dargli molto di più di una lettura di una ipotetica poesia o nozione scolastica.

Io stesso mi trovo in questa situazione e parlo da studente della Quinta Liceo che si trova ad un punto in cui è molto importante riconoscere ciò che è davvero importante e ciò che, invece, può aspettare. Con il passare degli anni, viaggiando e vivendo esperienze diverse, ho capito cosa mi piace e cosa vorrei fare tra le tante possibilità della vita; ma ora non posso e ciò mi distrugge. La scuola è un dovere che mi sono imposto cinque anni fa e adesso devo portarlo a termine. Per quanto sia difficile, se davvero voglio arrivare allo step successivo e compiere le scelte giuste per dare una svolta diversa alla mia vita, per avere la responsabilità di me stesso, allora devo trovare la forza di superare questo ostacolo, non farmi prendere dalle tentazioni esterne, cominciare a porre la scuola in primo piano e la vita sociale subito dopo: questo è ciò che ogni studente dovrebbe fare per ottenere davvero un buon rendimento scolastico.

Essere responsabili nel capire perché sia meglio stare seduti in quella stanza davanti a quel libro, invece che fuori con amici a prendere un caffè, o altro. Essere responsabili nel capire perché sia meglio tornare a casa presto il sabato sera, invece che fare mattina. Capire quando sia meglio vivere la nostra vita nello svago e nella libertà quasi completa che ci viene concessa da molti genitori e quando, invece, dedicarsi ai nostri doveri.

È sbagliato accusare uno studente di nullafacenza senza conoscerne la vita e i pensieri, perché non si può sempre comprendere cosa un alunno stia realmente passando, quanti sacrifici stia facendo e quanto impegno ci stia mettendo nell’ottenere quegli scarsi, scarsissimi, insopportabili risultati. Non si può sempre sapere quanto uno studente sia realmente responsabile in quello che fa. Ci sono studenti che possono ottenere voti molto alti senza impiegare proprio tutte le ore di tutti i pomeriggi davanti ai libri; mentre altri non ottengono neanche la metà di quei bei voti facendo il contrario.

Il grado di responsabilità non è sempre determinabile in base all’andamento scolastico di un individuo. Per questo, bisogna rendersi conto che, se da un lato il dovere di uno studente è essere coscienzioso nelle proprie scelte, sapendo quando lasciarsi trasportare dalle tentazioni e quando no, dall’altro chi lo segue deve individuarlo come persona e non come tassello di un puzzle.

Poi è ovvio che la fatica o lo sforzo non si possano valutare.

Leonardo Olivieri 5B

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