Esame di Maturità 2022: il parere degli studenti.

Sono numerosi i problemi legati al sistema scolastico italiano. Purtroppo, benché nel corso degli anni le soluzioni siano state molte, le difficoltà non sono state ancora del tutto superate. Di conseguenza, gli studenti (in particolare i maturandi) hanno deciso di far sentire la propria voce.

Un primo problema è legato all’Esame di Maturità 2022. Sono mesi, ormai, che se ne sta parlando (qui per recuperare l’articolo relativo).

Se, da un lato, il ministro Bianchi lo considera frutto di un lungo compresso, dall’altro, come possiamo capire dalle persistenti manifestazioni, gli studenti non concordano pienamente con la decisione presa dal Ministero.

Sottoponendo diverse domande ad alcuni maturandi del nostro liceo, è stato possibile sviluppare un punto di vista più o meno approfondito sull’argomento.

Dalle risposte è emerso che una buona parte dei partecipanti al sondaggio è preoccupata di non arrivare preparata all’esame.

La motivazione principale di tale sconforto la posizionerebbero nella pandemia, la quale ha enormemente rallentato il programma scolastico.

Alcuni affermano che avrebbero preferito sostenere solo un esame orale, il quale avrebbe permesso loro di sviluppare meglio alcune competenze, come, ad esempio, redigere relazioni o tesine, che normalmente non vengono trattate durante il consueto programma di studi da tutti gli insegnanti, ma solo da alcuni.

Tutti gli studenti intervistati concordano nell’affermare che il Ministero dell’Istruzione avrebbe potuto fornire ai maturandi informazioni riguardanti le modalità di esame con un maggiore preavviso, non essendoci stati, quest’anno, gli stessi imprevisti avuti durante il primo anno di pandemia.

Come riportano le principali testate giornalistiche, gli studenti sono scesi in piazza non solo per esprimere dissensi legati alla Maturità, ma anche per mettere in luce le principali difficoltà che in questo periodo affliggono il mondo della scuola.

Innanzitutto, hanno manifestato il loro disappunto per i continui tagli economici di cui la scuola è vittima, poiché, secondo il loro punto di vista, sarebbe segno di ingiusta trascuratezza di un sistema formativo come lo è quello scolastico.

Inoltre, molti lamentano la mancanza, in alcuni casi, di attività extrascolastiche.

Ma, nello specifico, era loro intenzione esprimere quanta più indignazione possibile per le norme che regolano il PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), a seguito delle due recenti morti di giovani studenti impegnati in queste attività nel nostro Paese, avvenute in provincia di Ancona e di Udine.

In conclusione, è importante sottolineare che la scelta di questi alunni offre la possibilità di un’attenta riflessione. Bisogna aspettare che siano gli studenti a scendere in piazza, per accorgersi della presenza di grossi problemi? E le soluzioni, o i tentativi di soluzione? Perché chi si occupa dall’alto di scuola li raggiunge, se lo fa, sempre in ritardo?

Carlo Magnoni e Fabio Pasquale 2A

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