Rimbaud: Visione Mistica e Irrazionale della Realtà.

Viaggio attraverso la poetica di un uomo “maledetto” dalle suole di vento, la cui traduzione letterale risulta di difficile comprensione, se non ci si prova ad immedesimare nel suo animo, percepibile tramite ciò che non dice: il suo silenzio.

Arthur Rimbaud è stato un poeta francese, appartenente alla corrente letteraria del “Maledettismo”. Si contraddistingue per la sua lirica che attinge alla libertà dell’immaginario e per il suo stile di vita esuberante, fuori dagli schemi, insofferente alle regole. Come scrive Hugo Friedrich, “il suo sguardo penetra attraverso una realtà coscientemente frantumata fin nel vuoto del mistero”.

In “Sensation” si può percepire la sua unione con la Natura, caratterizzata da complicità, comunione, sensualità, dall’evocazione di una prospettiva infinita che sconfina nell’Amore per la Libertà. Il sentimento di solitudine che alimenta, fagocitato dalla sua società, lo porta ad avere una proiezione verso il futuro, nel quale si immagina lontano e innamorato follemente della Natura.

Prosegue il suo elogio al mondo naturale in “Le Mal”, considerato divino in contrapposizione alla guerra diabolica, raccontata attraverso una personificazione delle armi ed una deumanizzazione dei soldati, con un Dio che, passivo e indifferente, assiste al deplorevole massacro e all’autodistruzione umana, in contrasto con il dolore delle madri, verso le quali non mostra alcuna forma di pietà.

In “Le Dormeur Du Val” la Natura è viva, un’ambientazione luminosa protettiva, come una culla, che veglia sul soldato. Il sonno profondo lo porta al tracollo, ovvero alla morte. Assistiamo ad una composizione quasi pittorica del paesaggio. Il soldato è anonimo per simboleggiare tutti gli uomini caduti in guerra. C’è una forte opposizione tra vita e morte: il movimento della Natura si contrappone all’inerzia del soldato, il calore dato dalla luce al freddo del corpo ed il verde del letto al rosso dei fori dovuti ai proiettili. L’anima dell’uomo esala, poiché “les parfums” non fanno più fremere la sua narice, metafora suggestiva della morte.

Secondo Mallarmè, Rimbaud parla di una “pubertà perversa e superba”, denotabile in “Reve Pour L’Hiver”. Due amanti sono su un treno, all’interno di un vagone rosa ci sono dei cuscini blu, accostamento di colori insoliti che vanno al di là delle consuete associazioni. Il Poeta assume anche il punto di vista femminile, rendendo la poesia originale e sperimentale. I “demons noirs et de loups noirs” rappresentano al meglio il male ed i pericoli del mondo, dai quali sono protetti, essendo nel loro minuscolo angolo idilliaco d’amore. Questa fantasticheria sentimentale elogia sensualità ed erotismo.

Infine, non può non essere citata ed analizzata una delle poesie più emblematiche di Rimbaud: “Le Bateau Ivre”. L’imbarcazione descritta è priva di equipaggio e simboleggia la solitudine del Poeta. Si transita da una spensieratezza infantile ad una adolescenza caratterizzata da una struttura sintattica irregolare a rappresentanza della sua crisi interiore. Il Poeta è deluso e insoddisfatto; di conseguenza rimpiange l’infanzia. La scelta di utilizzare come soggetto della poesia un battello in acqua è suggestiva e interessante, dato che Rimbaud non ha mai visto il mare quando l’ha scritta: per questo se lo immagina e val forse di più proprio perché lo immagina. Il fatto di optare per un’ambientazione a lui sconosciuta riflette il suo totale distacco dal contesto in cui vive. Nonostante l’allontanamento dalla terraferma, l’ignoto che va scoprendo attraverso i sensi non lo soddisfa totalmente; anzi, lo fa pervenire alla conclusione che l’unica soluzione è l’affondamento del battello. Il Poeta, dunque, deve toccare il fondo per liberarsi e purificarsi, non collocandosi nel tempo, ma all’interno di una dimensione eterna, sospensiva e surreale. Questo procedimento di evasione dalla dimensione temporale serve per distaccarsi dal ricordo o, meglio, dall’insieme dei ricordi che creano, in un ciclo infinito, lo stato d’animo nel presente. Grazie a quelli che Battiato definirebbe “processi del pensiero”, l’autore giunge a provare emozioni aspre e forti più di ogni realtà, confuso e affascinato dall’imprevedibilità dell’incognito e dell’inconscio.

Dato che Rimbaud vorrebbe essere un Veggente, mette in discussione la stessa soggettività: ogni individualità è abitata da un’alterità che la perturba e la frammenta, da un abisso insondabile che assedia e tormenta. Per questi motivi, per comprendere l’essenza di Rimbaud, non bisogna soffermarsi sulla letteralità delle poesie, ma guardare oltre poiché, come lui stesso dice: “Je est un autre”!

Alessandro Pastorella 5B

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