Il Quokka.

Il 22 aprile è stata la giornata mondiale della Terra, ricorrenza in cui si ricorda l’importanza della salvaguardia del nostro pianeta.

È altrettanto importante rammentare che la continua devastazione dell’ambiente provoca, al contempo, la distruzione dell’habitat naturale di molti animali, ormai proprio per questo a rischio di estinzione.

Anche se molti non lo sanno, uno tra i mammiferi classificati come “specie protetta”, perché sempre meno presenti sul pianeta, è il quokka, piccolo marsupiale diventato famoso sul web negli ultimi anni per i numerosi selfies in sua compagnia pubblicati sui profili social di numerosi utenti.

Il setonix brachyurus, questo il suo nome scientifico, presenta un mantello bruno brizzolato, che sul ventre si fa sempre più marroncino, ha un peso solitamente compreso tra i 2,5 e i 5 kg ed è lungo tra i 40 e i 54 cm, con una coda piuttosto corta (al massimo di 30 cm).

È un roditore, quindi somiglia moltissimo ad un piccolo e goffo canguro, con orecchie arrotondate ed una testa corta e larga. Si muove a sua volta saltellando ma, a differenza del canguro, è anche in grado di arrampicarsi su piccoli arbusti e alberi.

E’ possibile trovarlo in natura solo in una piccolissima area nel sud-ovest dell’Australia Occidentale. Ad esempio, su alcune isole al largo della costa australiana, come Rottnest, dove occupa una grande varietà di habitat, dalla boscaglia semi-arida ai giardini coltivati.

Il sostantivo quokka sembra derivare da un idioma di alcuni aborigeni australiani. Secondo una leggenda, l’animale sarebbe stato scoperto per la prima volta nel XVII secolo da un marinaio che inizialmente lo scambiò per un gatto selvatico. Successivamente venne avvistato da un esploratore olandese che, confondendolo con un ratto, decise di nominare l’isola popolata dall’insolito marsupiale Rottnest (ovvero nido di topi).

Se ormai è in via d’estinzione, dipende dallo sviluppo agricolo, che ha ridotto le aree abitate dall’animale, ma anche dal radicale e progressivo disboscamento e dagli incendi delle poche aree palustri rimaste, fattori che contribuiscono al declino della specie.

Come misura precauzionale, sempre per garantirne la sicurezza, è stato vietato di portare cani o gatti sull’isola di Rottnest, poiché potrebbero costituire un pericolo per i quokka, così come lo sono le volpi, ormai rimosse completamente dalla zona.

Inoltre, è stato proibito di dare da mangiare a questi animali. Infatti, la salute di alcuni esemplari, in passato, è stata messa a repentaglio da visitatori che, nonostante fossero ben intenzionati, hanno offerto loro cibi inappropriati, come il pane, che non sono affatto indicati nell’alimentazione del roditore.

Il quokka è gregario, tende cioè a vivere in gruppo. Nelle zone dove il cibo è maggiormente disponibile, vive in famiglie numerose, nutrendosi principalmente di graminacee e fogliame.

In Australia può riprodursi in ogni periodo dell’anno, dando alla luce un unico piccolo, ma su Rottnest solamente capita verso la fine dell’estate.

La caratteristica che ha reso i quokka così amati dagli esseri umani è il fatto che non ne siano intimoriti per nulla e che, anzi, spesso siano proprio loro ad andare incontro all’uomo.

Addirittura, la costante tendenza a realizzare selfies con il piccolo mammifero è alimentata da una sua caratteristica peculiare: sembra sempre sorridere. Per questo è stato nominato “l’animale più felice del mondo”.

Fabio Pasquale 2A

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