Guerra per Adulti: Ancora una volta i Bambini Scappano.

In questo periodo sentiamo un profondo dolore per quanto sta accadendo in Ucraina, perché  ancora una volta stanno pagando soprattutto i bambini e già migliaia di loro hanno perso la vita nelle scuole, negli ospedali e nelle stazioni.

Dall’inizio della strage sono stati uccisi 240 bambini e altri 230 mila sono stati rapiti dai soldati russi.

Molti piccoli scappano accompagnati dalle madri o dalle nonne, mentre la maggior parte dei padri rimane indietro per aiutare il proprio Stato. Ci sono molti casi di bambini che si disperdono nelle città sotto i bombardamenti: uno di questi era Sasha. Un bambino di 4 anni disperso mentre scappava e che è stato trovato morto solamente dopo. È scomparso il 10 marzo, nel distretto di Vyšhorod, nella regione di Kiev. Ad annunciare la sua perdita è stata la madre attraverso i social «Oggi abbiamo trovato il corpo di Sasha. Ringrazio chi ha aiutato nella ricerca, ringrazio tutti per le preghiere e la fede, grazie per il sostegno. Sasha, il nostro angioletto è già in cielo. Oggi la sua anima ha trovato pace». Del bimbo si erano perse le tracce mentre fuggiva con la nonna ed altre sei persone dai bombardamenti dell’esercito russo. A causa dei ponti bombardati e delle strade bloccate dalle truppe, nonna e nipotino stavano lasciando la regione di Kiev attraversando con una barca il fiume Dnepr, quando l’imbarcazione è stata colpita e affondata dai russi. Sasha sembra fosse l’unico a indossare il giubbotto di salvataggio. Quindi, quando in precedenza sono stati ritrovati l’imbarcazione ed il corpo della nonna, la madre del piccolo si era messa subito alla disperata ricerca del figlio con la speranza che almeno lui avesse raggiunto il confine.

Ovviamente la guerra non simboleggia nulla di buono: porta distruzione, terrore e morte, ma può anche mostrarci l’importanza della libertà, della pace e della vita. Proprio come ha fatto Hassan, un bambino che ha portato nella sua mano la speranza di sopravvivere e di ritrovare la sua famiglia, dopo che i suoi genitori sono rimasti in Ucraina. Lo chiamano anche “Il bambino eroe” che ha percorso mille chilometri da solo per arrivare in Slovacchia. Hassan ha soltanto 11 anni, ma ha compiuto un’impresa eccezionale. É un bambino ucraino originario di Zaporizhzhia ed ha percorso un migliaio di chilometri per arrivare al confine con la Slovacchia dopo aver lasciato la cittadina bombardata. Ha viaggiato per l’intero paese con un sacchetto di plastica e un passaporto, oltre ad avere il numero di telefono appartenente a sua mamma scritto sulla mano. Raggiunto il confine, è stato accudito da volontari. Hassan simboleggia quei bambini che lasciano le loro case e le loro vite per scappare e, pieni di fiducia e di coraggio, riescono a salvarsi.

Finora sono 1,7 milioni i rifugiati ucraini fuggiti nei Paesi vicini in seguito all’invasione da parte della Russia. Dall’inizio del conflitto le associazioni di volontariato, come l’Unicef e Save the Children, hanno lanciato una campagna in favore di interventi di supporto psicologico e per la fornitura di aiuti come alimenti, vestiti, materiale scolastico e tutto ciò di cui i bambini hanno in generale bisogno. Oltre alle note associazioni, sono già moltissime le famiglie italiane che si sono dette disponibili ad ospitare temporaneamente i bimbi ucraini nelle loro case. Sono queste le situazioni peggiori che comporta una guerra, ovvero il coinvolgimento dei bambini, che non hanno colpe e che si trovano ad affrontare situazioni difficili, le quali stanno modificando la loro vita futura e la possibilità di ritrovare qualche forma di felicità.

Zara Zanchettin 1F

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