Quali sono gli elementi di disturbo in una classe?

Da pochi giorni è ricominciata la scuola e la maggior parte degli studenti volge già uno sguardo nostalgico in direzione delle vacanze estive appena concluse. C’è chi è appena rientrato dal proprio viaggio, chi magari è a casa da metà agosto, ma in ogni caso, come accade ogni anno verso la metà di settembre, bisogna tornare sui banchi e riacquisire le abitudini che si sono perse durante l’estate.

Nonostante la scuola sia appena ricominciata, alcuni studenti si sentono già motivati a fare del loro meglio e sono desiderosi di esprimersi. Altri, invece, accusano un po’ di stanchezza: sono proprio loro a cercare o creare fonti di distrazione nel tentativo di evadere col pensiero dalla lezione in corso.

Ogni studente, almeno una volta nella propria vita, ha sperimentato la fastidiosa sensazione derivante dal non riuscire a seguire con concentrazione la spiegazione del professore a causa del chiacchiericcio proveniente dal fondo della classe. E’ infatti risaputo che gli ultimi posti dell’aula vengono spesso accaparrati proprio dagli studenti più chiacchieroni, che sperano di passare inosservati durante i loro tentativi di distrazione.

Durante un confronto con i compagni di altre classi, mi è stato raccontato che buona parte della popolazione studentesca utilizza il cellulare durante le lezioni nonostante sia vietato dal regolamento. Duplice effetto negativo: da un lato l’impiego del telefono riduce drasticamente l’attenzione verso la lezione, dell’altro invoglia i compagni ad utilizzare a propria volta questi strumenti digitali.

Alcuni ragazzi, inoltre, creano dei fastidiosi ticchettii con le loro penne; mentre altri, quando bevono dalle proprie bottigliette di plastica, producono dei suoni poco piacevoli, ovvero i rumori inconfondibili della plastica che si accartoccia e si espande, dando decisamente sui nervi a chiunque sia costretto, nei paraggi, all’ascolto.

Gli elementi di disturbo “UDITIVI” risultano più irritanti durante i compiti in classe e le interrogazioni, in quanto queste ultime sono occasioni in cui si fa ricorso a tutta la concentrazione di cui si è capaci al fine di eseguire una buona prova.

Pertanto, alcuni rumori potremmo definirli “tipici dell’ambiente classe” ed è difficile immaginare di poterli estirpare del tutto: può sempre capitare che caschi un astuccio nel momento meno opportuno, o che si senta un grido proveniente dai corridoi. E’ ovviamente impossibile che non ci sia alcun rumore in presenza di un gruppo di esseri umani. Quello che invece si potrebbe migliorare è la gestione del momento di consegna delle prove scritte, durante il quale l’agitazione talvolta prende il sopravvento e il tono delle voci si alza più del dovuto.

Libertini Filippo 2F

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