Onice, Cenere, Oro – Cap.1: Nadine

Ápeiron.

Nel tempo energia e volontà si acuiranno
e una deflagrazione originerà il cosmo.

Tre galassie costituiranno la vita
e tre Dei manterranno l’Ordine,
fino al momento nel quale Onice sorgerà
e porterà sangue.

Ove la vita in cenere mutò
l’ardore di una scintilla riuscirà a distinguersi
e, quando comprenderà la verità,
le maggiori fonti di energia
convergeranno ove tutto ebbe inizio.

Ciò che fu creato cadrà
e, dalle ceneri del loro cosmo,
ne originerà uno migliore.

Onice, Cenere, Oro.

 

Nadine.

 

Sul mio pianeta la vita è alquanto complicata. Riusciamo a vedere solo sabbia color cenere e montagne nere: niente più.

Il deserto è continuamente modificato da tempeste talmente potenti da tagliare la pelle e scalfire le montagne.

Dal cielo non cade una goccia d’acqua da prima che nascessi – così mi ha detto mio padre – e, a peggiorare ancora di più le condizioni di vita, ci sono le continue piogge di meteoriti, composti da sabbia e ossidiana, lo stesso materiale di cui è formato Oryctes, il mio pianeta.

Non cala quasi mai la notte, perché la nostra stella non ha smesso di splendere sin dall’alba dei tempi: emana una tenera luce di colore rosso che riesce, seppur in piccola parte, ad allietare la monotonia che caratterizza tutte le giornate.

Su Oryctes viviamo solo io, mia madre Wanda e mio padre Ethan. non c’è nessun altro.

Quand’ero più piccola ho provato a chiedere alla mamma perché non ci fossero altre persone su un pianeta così vasto, ma lei mi ha lanciato un’occhiataccia, con uno sguardo tanto severo, quanto commosso, e non ha proferito parola. Ho dovuto attendere molti anni prima che mio padre decidesse di raccontarmi tutta la verità…

“Oryctes è sempre stato un pianeta rigoglioso e florido, illuminato dalla stella scarlatta di giorno e dai suoi satelliti naturali di notte. La vita prosperava, i raccolti erano sempre più abbondanti e fiorenti e la comunità era unita come un’unica grande famiglia, guidata dai quattro Oryc, gli stregoni più potenti della nostra galassia, intermediari della divinità di cui puoi sporadicamente ammirare le statue distribuite su tutta la superficie del globo.

Un giorno, su una delle pergamene sacre contenute nel tempio della Capitale, comparve una profezia, che diceva che, di lì a poco, sarebbe nata una bambina dai capelli scarlatti che avrebbe portato il caos su Oryctes. I quattro Oryc si riunirono immediatamente per discutere una soluzione e decisero, per la maggioranza, di togliere la vita alla bambina una volta nata, perché anche solo la presenza di una predestinata all’interno della comunità avrebbe potuto causare danni irreparabili. Uno dei quattro, però, era contrario all’omicidio…”

Mia madre, sin dai primi giorni nella sua pancia, capì che c’era qualcosa di speciale in me, perché sentiva un’energia sorgere e incrementare dentro di lei, ma lo nascose a chiunque, persino a mio padre, con cui aveva una relazione da molti anni.

“Wanda diventò membro degli Oryc ad appena sette anni: le sue abilità nell’uso della stregoneria erano ineguagliabili, nessuno riusciva a torcerle un capello, nemmeno gli altri membri Oryc, nonostante fossero più anziani e avessero un’esperienza maggiore.
Incrociai il suo sguardo quando, appena compiuti i 9 anni, provai ad entrare nel corpo di difesa del Santuario dedicato alla divinità venerata dagli abitanti di Oryctes: lo Scarabeo. Superate le prove necessarie, riuscii a diventare sentinella del Santuario, ruolo che mantenni per oltre vent’anni. In tutto questo tempo, io e tua madre abbiamo avuto l’occasione di conoscerci approfonditamente e, dopo circa undici anni, abbiamo deciso di unirci in matrimonio. Nonostante le innumerevoli mansioni che un Oryc è obbligato a svolgere per proteggere la realtà di Oryctes, Wanda è sempre riuscita a trovare il tempo per noi.
Una volta sposati, abbiamo costruito una casa, lontana dalla Capitale, per concedere ad entrambi un po’ di riposo dal lavoro. Grazie alla ricchezza di minerali e rocce presenti nel suolo di Oryctes, abbiamo ricavato blocchi di quarzo e ossidiana con cui costruire le pareti e il tetto e, una volta ultimata l’abitazione, abbiamo realizzato un enorme giardino, con al centro un altare nascosto, nei cui pressi Wanda ha sempre trascorso moltissimo tempo in meditazione.

Dopo esattamente 10 anni di matrimonio, abbiamo deciso di provare ad avere un figlio.

I nove mesi precedenti alla tua nascita furono un periodo molto tormentato: per tua madre adempiere ai doveri di un Oryc diventò sempre più difficile, poiché non riusciva a controllare pienamente il suo immenso potere, in quanto ne portava uno in grembo che percepiva addirittura come contrastante rispetto al suo e, per me, rimanere concentrato sulle mansioni di Paladino Protettore del Santuario, mentre tu e Wanda rischiavate continuamente la vita, era un interminabile supplizio.

Due furono gli sventurati rimasti gravemente feriti durante il primo mese, ma l’evento che aggravò ancora di più la situazione fu la morte di una ragazza, venuta a porgere omaggio a Rycor, la divinità maggiore di Oryctes. Wanda perse totalmente il controllo delle sue azioni quel giorno: come in preda alla follia, i suoi occhi diventarono vermigli, si sollevò in aria e, con un gesto della mano, fece fluttuare la giovane, che tentò in tutti i modi di contrastarla, invano. Nel tempo di pochi secondi la sala si ammutolì, il fiato della ragazza si ruppe e, un istante dopo, l’unico suono udito dai presenti fu quello di ossa frantumete. Tua madre, inconsapevole di cosa stesse facendo, spezzò il collo di un’innocente. Da quel giorno, decise di isolarsi in una stanza scavata al di sotto dell’altare posto al centro del nostro giardino, in meditazione, con la speranza di riuscire a limitare i danni fino al termine della gravidanza. Vietò anche a me di andare a controllare il suo stato di salute, ma, occasionalmente, riuscivamo a comunicare grazie al suo potere.

Negli istanti immediatamente successivi alla tua nascita, gli Oryc percepirono l’alba della tua gigantesca aura e, notato il colore scarlatto dei tuoi capelli, ordinarono la tua esecuzione, data la maggioranza dei voti a favore.

Gli ufficiali dei Paladini del Santuario e i tre Oryc vennero direttamente a casa nostra. Appena provarono ad avvicinarsi a te, tua madre si pose immediatamente a tua difesa, pronta ad usare tutte le stregonerie di sua conoscenza pur di proteggerti. Il potere combinato dei tre Oryc, però, era troppo anche per lei.

Sfinita dalla battaglia, Wanda cadde in ginocchio e, improvvisamente, emise un urlo e sprigionò tutta la sua energia, in un’esplosione che incenerì qualsiasi forma di vita e ogni costruzione sul suolo del pianeta.”

Mia madre Wanda, da quel momento, perse ogni scintilla di vitalità e di potere.

Ogni giorno l’immenso deserto di cenere che copre la superficie di Oryctes ricorda ai miei genitori l’accaduto di quasi vent’anni prima e ogni notte il mio sonno viene tormentato da voci incomprensibili e visioni di un pianeta florido e rigoglioso.

Il silenzio della Cenere è roboante.

Stefano Longagnani 5G

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