Biodiversità

biodiversità

  • Che cos’è la biodiversità?

La Terra è popolata da un’incredibile quantità di esseri viventi diversi. Il termine che viene utilizzato per definire questo insieme di organismi, che abitano ogni angolo del Pianeta e che si sono adattati anche agli ambienti più estremi, è biodiversità o diversità biologica.

Gli elementi che costituiscono la biodiversità possono essere ricondotti a tre diversi livelli:

  • livello genetico
  • livello di specie
  • livello di ecosistema

 

Biodiversità genetica 
La diversità genetica si riferisce alle differenze del patrimonio genetico all’interno di una specie. Ne sono un esempio le caratteristiche morfologiche, ossia i tratti visibili degli organismi.

 

Biodiversità di specie 
Quando si parla però di biodiversità, ci si riferisce generalmente alla biodiversità di specie, cioè alla diversità delle differenti specie in un determinato ambiente, dove per specie si intende un gruppo di organismi che si possono incrociare tra di loro dando una prole feconda. La biodiversità di specie può essere misurata attraverso il numero di specie in una data area (ricchezza di specie), il numero di individui di ogni specie in un luogo (abbondanza di una specie) e attraverso il rapporto evolutivo tra specie diverse (diversità tassonomica).

 

Biodiversità di ecosistemi 
La varietà di ambienti in una determinata area naturale è l’espressione della biodiversità a livello di ecosistema, ossia considera le differenze che ci sono tra le varie tipologie di habitat.

 

  • Quali sono gli ambienti più biodiversi del nostro pianeta?

 

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Foresta Pluviale

       – Qui vivono 750 specie di alberi, 400 specie di uccelli e 125 mammiferi, 100 specie di rettili e 60 di anfibi.

       – E’ la foresta più estesa al mondo: copre una superficie di ben 600 milioni di Kmq.

 

 

 

 

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Barriera corallina

  • Per Habitat “Barriera Corallina” si includono anche coralli, (animali) oltre ai pesci,
    la barriera corallina conta un numero quasi infinito di specie

 

 

 

  • A cosa serve la biodiversità?

Ogni specie ha una funzione particolare all’interno di un ecosistema, dalle funzioni energetiche a quelle legate alla protezione del livello di inquinamento. Ovviamente tutte queste importanti funzioni sono fondamentali per la sopravvivenza umana. Più un ecosistema è vario, cioè con maggior biodiversità, più è resistente agli stress ambientali. La biodiversità è importante oltre che come valore per sé, anche perché contribuisce al benessere umano: le componenti vegetali e la fauna delle foreste sono una importante fonte alimentare per molte popolazioni locali, sono fonte di principi attivi (25% medicine), contribuiscono ad elevare il reddito e la libertà di scelta delle popolazioni locali, hanno una notevole importanza nelle relazioni sociali e nella conservazione del patrimonio culturale.

 

  • Quante specie ci sono sulla terra?

Ad oggi la scienza moderna non è in grado di dare una risposta. Addirittura non è nemmeno noto con esattezza il numero di specie conosciute, cioè quelle a cui è stato assegnato un nome e che sono state catalogate e registrate, poiché non esiste una lista standardizzata e riconosciuta a livello mondiale. Secondo le migliori stime, tale numero risulta essere pari a circa 1,8 milioni.

 

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  • Da dove deriva tutta questa variabilità?

Mutazioni

Per mutazione genetica si intende ogni modifica stabile ed ereditabile nella sequenza del materiale genetico (sia DNA che RNA) dovuta ad agenti esterni o al caso, ma non alla ricombinazione genetica. Una mutazione modifica quindi il genotipo di un individuo e può eventualmente modificarne il fenotipo a seconda delle sue caratteristiche e delle interazioni con l’ambiente.

Ricombinazione genetica (meiosi)

Per ricombinazione genetica si intende ogni processo attraverso il quale, a partire da un genotipo, si ottengono nuove combinazioni di alleli rispetto a quelle iniziali. La ricombinazione più diffusa è quella che avviene nel corso della meiosi e che dà luogo quindi a gameti con genotipi ricombinati; il compiersi di questi processi è il motivo per cui la progenie differisce sempre dai genitori.

Selezione naturale

La selezione naturale, concetto introdotto da Charles Darwin, è il meccanismo con cui avviene l’evoluzione delle specie e secondo cui si ha un progressivo aumento della frequenza degli individui con caratteristiche ottimali per l’ambiente di vita. La teoria della selezione naturale prevede che all’interno di tale variabilità, derivante da mutazioni genetiche casuali, nel corso delle generazioni successive al manifestarsi della mutazione, vengano favorite quelle mutazioni che portano gli individui ad avere caratteristiche più vantaggiose in date condizioni ambientali, determinandone, cioè, un migliore adattamento in termini di sopravvivenza e riproduzione.

 

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  • L’importanza dei nomi

 

Quando conosciamo il nome di un organismo, abbiamo una chiave per l’accesso ad un’infinità di informazioni su quell’organismo: possiamo scoprire se è commestibile o velenoso, se ha un valore economico, se è stato introdotto da altri paesi o se è spontaneo, etc. I nomi ci servono anche per dedurre altre informazioni. Ad esempio, la presenza di una data specie può indicare la qualità dell’aria o dell’acqua nel luogo in cui cresce. Un nome sbagliato è fuorviante. Solo con un nome corretto è possibile raggiungere informazioni corrette. Per questo il nome di una specie deve essere identificato con precisione.

 

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I nomi sono come etichette, ed il modo in cui li applichiamo agli organismi è fondamentale. Per questo gli scienziati seguono regole severissime. Si usano i nomi latini piuttosto che quelli nelle lingue dei diversi paesi come i “veri” nomi.

 

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